Incontro con Francesco Patanè, pittore romano, che si sta facendo notare a livello internazionale e che ci ha colpito per la forza e la bellezza espressa dalle sue opere.

14 domande per conoscerlo e scoprirlo insieme.

Ciao Francesco, piacere di averti qua per un intervista.

Piacere mio ragazzi!

Quando è stata la prima volta in cui è sentito il desiderio di dipingere?

La prima volta, che mi sono avvicinato alla pittura, è stata quando da piccolo entrai nella stanza di mio zio, pittore e scultore, aveva la stanza piena di opere e mentre creava un suo dipinto io avevo il desiderio di farne uno mio.

Ma è soprattutto dopo aver conosciuto, tramite anche mia madre modellista e grande mia “istigatrice“, e visitato Caltagirone, vedendo le ceramiche siciliane, che mi prese la voglia impellente di pitturare

Parlaci del tuo primo quadro.

Tralasciando le mie prime opere legate alla tradizione partenopea ma con paesaggi tipici siciliani (i coppi dipinti a mano), il mio primo quadro fu eclatante per dimensioni: ben 2 metri per 50cm.

Fu un gioco di prospettiva e colore sul paesaggio del porto di Aspra Palermo. Il pennello andò, sbalordendomi da solo, ed il risultato fu inaspettatamente gradevole.
Fu un emozione indescrivibile.

Quale è stata la prima impressione avuta da amici e familiari?

La prima impressione fu di stupore.
Per lavoro non mi era stato possibile proseguire gli studi presso l’accademia d’arte, quindi nessuno credeva potesse essere possibile che io potessi riuscire a creare un quadro realistico di un paesaggio…

Senza una base, insegnamento, ecc… Ma piacque parecchio al punto di indirizzarmi a venderli. Andò molto bene.

Fat Man

Hai trovato facile esprimere il tuo lato artistico in Italia?

È stato, ed è ancora, un combattimento continuo, ma non per aver approvazioni, bensì per raggiungere determinate situazioni non imbattendomi con persone che lucrano sui tuoi sogni, illudendoti.
Diciamo che oggi posso poter dire che posso decidere dove esporre o scegliere un determinato posto.

Quindi riuscire a selezionare e automaticamente eliminare le persone “sbagliate”.
L’Italia dovrebbe essere IL POSTO migliore al mondo per esprimersi artisticamente, ma ahimè è, credo, il più difficile.

E quando hai fatto la tua prima esposizione pubblica è stato emozionante? Avevi un po’ di paura?

Quando ho fatto la mia prima esposizione non ero impaurito, ma stupito.
Ero andato in quella galleria per vendere i miei quadri, ma il gallerista fece di tutto per farmi esporre. Così inizio il tutto!
E fu solo davanti alla telecamera di Sky Arte che durante la mia prima esposizione, mi impappinai bruscamente. Facendo scena semi muta.

Adesso sei riconosciuto sia in Italia che all’estero e le tue opere colpiscono a prima vista. Ti senti più sicuro di te?

Sicuramente mi sento più sicuro di me rispetto al passato… Soprattutto più consapevole dei miei mezzi.

Una volta cercavo approvazione dall’osservatore : se poteva andare, se fosse fatto bene, se piaceva, se, se, se. Oggi cerco emozione da parte dell’osservatore.

Mentre lui sta li a guardare io studio, studio il suo sguardo, la sua reazione fisica, la sua reazione emotiva. È questo che è cambiato in me.

Gender

Quale fra i lavori che hai fatto ti ha lasciato qualcosa in più dentro?  O sono comunque tutti figli dello stesso padre e quindi amati lo stesso modo?

Sono sicuramente tutti figli della mia stessa mente, non potrei mai averne uno che preferisco su un altro.

Ogni mia opera rappresenta l’essere umano nei suoi pregi e difetti, ma essenzialmente è ciò che ho dentro che compone l’opera dei suoi colori e delle sue emozioni.

Ogni opera l’ho realizzata con uno stato d’animo diverso. Ogni opera mi ha lasciato qualcosa in più dentro.

C’è una persona che ti piacerebbe dipingere?

Di solito, come anche è successo nel mio breve periodo artistico a Ferrara, io dipingo principalmente l’essenza di una persona, come appunto un clown incontrato a Ferrara durante un Buskers Festival.

Avevo realizzato, e sentivo, che era diverso da quella immagine esteriore che tutti potevano incontrare al festival: potrei dire che era ancora più forte e colorato, interiormente.

Bellissimo il fatto che appena lui stesso si vide nel mio quadro, si riconobbe immediatamente. Era la sua anima, che rappresentai sulla tela! 

Al di là della mia filosofia pittorica, mi piacerebbe dipingere personaggi che ho “vissuto” personalmente conoscendone il loro essere.

Clown

E un artista con cui vorresti lavorare?

Un artista contemporaneo, per il suo stile ed i suoi colori che richiamano i miei: Andrew Salgado.

Lo stimo moltissimo e spero di poterlo conoscere. Per una collaborazione, o solo per parlare d’arte.

Sai che all’estero a volte la creatività può diventare una grande quantità di denaro, ti attira? O la realtà italiana per ora ti soddisfa?

Prima di tutto diciamo che sarei un ipocrita se ti dicessi che non mi attira poter far fortuna con l’arte all’estero, forse è l’unico posto dove poter far fortuna, anche se non è principalmente il mio scopo.

Ma sarebbe quello che mi porterebbe al mio scopo finale.


L’Italia, a malincuore, l’ho sempre sentita stretta e non mi soddisfa per il semplice motivo che non da possibilità abbastanza buone per far si che se sei un artista lavori con l’arte, invece di fare 2/3 lavori e poi pitturare.

J.M.B

Hai anche in programma di costruire uno studio tutto tuo dove poter esporre e ricevere clienti o amanti della tua arte o preferisci essere itinerante?

Certo, uno dei miei obbiettivi è sicuramente quello di avere un mio Atelier dove poter lavorare e far apprezzare la mia arte.

Woman

Quali sono i progetti per il futuro?

Sicuramente riprendere da dove mi sarò fermato dopo l’epidemia, per poi tentare di trasformare, cercando di creare un mio spazio all’estero, la pittura in lavoro. Perché è la mia vita, e non riesco a vederla diversamente.

Se non potessi dipingere, saresti la stessa persona?

Sarei una brutta persona hahaha.
A parte gli scherzi, penso che ogni mente creativa, ogni artista, musicista se non gli venisse dato modo di esprimere il suo essere in quello per cui è nato, cercherebbe fino allo stremo di poter riuscire nel farlo comunque, e/o in altre forme o morirebbe la sua luce.

Infine ci dici un segreto che per ora nessuno sa e che ci concedi o comunque c’è qualcosa che ancora non si può dire?

No comment

Grazie Francesco è stato un piacere parlare con te, complimenti vivissimi da tutti noi e complimenti per gli splendidi lavori, belli e veri.

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