Incontriamo Fatima Toure, la modella italo-ivoriana che negli ultimi mesi è apparsa, in molti ruoli e stili, in numerosi lavori e riviste. 

Buonasera, e benvenuta su The Style Researcher Magazine. Sappiamo che ti sposti fra l’Italia e la Francia. Preferisci? 

Sera e grazie a voi per l’invito e l’attenzione al mio lavoro. Beh, l’Italia rimane la mia patria e sono fiera di essere nata e cresciuta in una piccola città come Perugia. Comunque, soprattutto il sud della Francia, la costa azzurra, mi trasmette un’energia positiva, che mi da la giusta forza per raggiungere gli obbiettivi e mettere le fondamenta per progetti futuri.

Quando hai capito che ti sarebbe piaciuto lavorare nella moda?

Non è da tanto che sono entrata nel mondo della moda, anche se nel corso della mia vita ho partecipato ad alcuni concorsi di bellezza. Come a Miss Costa d’Avorio Italia, concorso in cui, a Milano, fui finalista. Due anni fa, comunque, ho iniziato in maniera più convinta, quando mi hanno scelta come modella per un editoriale per la rivista FabUK, di Londra. Un bellissimo editoriale che insieme alla moda parlava di diritti femminili. 

Quale progetto ricordi con più piacere?

Uno dei progetti che ho amato di più e ho fatto con passione è stato “My Skin”, con il fotografo Raimondo Rossi. Una serie di ritratti molto particolari. Vogue e altre riviste, anche stampate, hanno amato e selezionato quel mio ritratto. La rivista 3D Magazine lo ha affiancato ad una bellissima poesia di Boudelaire.  

“Esther”. Ritratto di Fatima, Perugia.

Ti piace più sfilare o posare davanti alla macchina fotografica?

Adoro sfilare ma faccio con più passione la fotomodella. 

Cosa pensi della situzione attuale della fotografia di moda? Ti piacciono le foto molto ritoccate tipiche degli editoriali di moda o le preferisci naturali?

Personalmente ho sempre lavorato e fatto progetti artistici. Intendo sempre non solamente di moda, ma con dei significati aggiunti. Ovviamente la fotografia naturale è più difficile. 

Hai frequentato sia la Fashion Week milanese che quella romana, quale città ti si addice? 

Beh, la fashion week romana la vedo di più come un’esercitazione per entrare a far parte del mondo della moda, per poi arrivare a quella milanese che è il Top. Quindi direi che quest’ultima mi si addice di più, è più elegante in tutto e pertanto mi attrae di più. Ho comunque un bel ricordo di quando ho sfilato a Roma.

From “I don’t need you”

Sei stata invitata al Festival di Cinema di Roma e di Cannes, quale è il “tuo”? 

Sicuramente è stato un sogno aver ricevuto un invito per il festival di Cannes, uno dei più rinomati al mondo, è stato davvero un onore! Ma visto che non sono arrivata ancora al picco della mia carriera, direi che al Festival di Roma mi sono sentita più a mio agio. 

Parlaci di un tuo progetto per il futuro.

Tra i miei progetti futuri sicuramente c’è anche il sogno di proseguire come modella, ma sto lavorando molto per aprire un’attività basata sull’estetica della donna, collegata anche alla fotografia e all’arte. 

Con chi ti piacerebbe lavorare?

Devo dire che sono già molto fortunata a lavorare con Raimondo Rossi, che ha un forte spirito creativo e di eleganza, ma ho anche grande stima per Gianpaolo Barbieri, con cui ho avuto il piacere di apparire nel numero speciale della rivista 3D, dedicato al “bello”

Le persone che ti ispiravano da piccola? E quelle attuali?

Una delle mie icone di bellezza, stile ed eleganza, rimarrà sempre Naomi Campbell. Penso che sia proprio il simbolo dell’eleganza e della raffinatezza femminile. 

From “I own my life”

Quanto è importante per una modella sapersi adattare ad ogni situazione?

Importantissimo, una modella oltre ad avere le doti fisiche, deve aver carattere, personalità, e soprattutto determinazione per affrontare tutte le difficoltà che si presentano. È indispensabile sapersi adattare ad ogni situazione e ai rapidi cambiamenti, proprio perché la cosa principale in questo lavoro è saper interpretare il progetto, in modo da trasmettere emozioni. 

Cosa non sopporti e cosa ti piace tanto? E nel cibo? 

La cosa che più non sopporto è l’invidia, l’ipocrisia e la falsità, perché penso che ognuno di noi abbia le capacità e le qualità per essere felice e raggiungere i propri obbiettivi, mentre adoro le persone positive e spontanee. Anche se non si direbbe la cosa che mi piace di più fare è mangiare e adoro i dolci, soprattutto quelli di compleanno!

From “I made myself proud”

E come stile? A parte le tue mille versioni, qual’è lo stile che ti piace vestire e con cui ti senti più te stessa?

Amo molto personalizzare, non seguo molto le tendenze anche se adoro il vintage, perché penso che sia uno stile che si possa apprezzare in ogni epoca e non scadrà mai. Lo stile che sento più mio rimane, comunque, sempre quello elegante.

Dove ti vedremo prossimamente?

Forse in una rivista newyorkese. Mi hanno contattato e stiamo accordandoci. Grazie al vostro magazine, è stato un piacere incontrarvi. 

Foto by Raimondo Rossi, foto sul Red Carpet by Aurora Leone.

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From 3D Magazine, special edition “Bello”

From 3D Magazine, special edition: “Bello”

From “Don’t turn your shoulders on me”

Fatima Toure sul Red Carpet del Festival del Cinema di Roma

From “I made myself proud” (wearing Patrizia Pavia ’s collection)