A tribute to the respect for ourselves and others.

How do we dress our children? And, primarily, how do we dress their hearts?
Discovering a work that caresses fashion, painting and philosophy.

We present a preview of “Dress Me”, a work of the art director Raimondo Rossi, also known as Ray Morrison, who wants to remind us how important it is that society, media and families respect the different personalities of each of us, mainly during adolescence.

“Stereotypes that come from the media or societies are damaging if they involve the teenagers who emulate other people instead of knowing themselves. In fashion or other fields, we all have to pay great attention to every message we send. The huge powers of the important designers and the stereotypes proposed by several sources confuse the
minds of the teens: for example, one year they push for non-gender models, the next year they push for something else. With this work I would like to remind everyone to “keep their powers at bay”. I would love to remind them to encourage, not just respect, everyone who dresses in literature, in art, in philosophy. It is time to understand that you can be cool if you read books just as much as if you wear nice clothes or if you have a well-built body.
But you can’t do this by organising events where you do art performances or you read poetry during catwalks: all nonsense. The real work is at another level and it has to be deeper and truer. True, starting from who gives birth to it”.

Raffaele

Any anticipations? “It’s a very easy story, as everything should be. The images are clean, true, without excess of any type. Three people, three souls, three passions: everyone important, everyone unique. Fashion itself, a form of culture, goes back to its primary intent, that is to adorn ourselves with clothes, in our homes, following a real desire and inclination, not interested in getting public esteem or approval”.

“Dress Me” has been created with some special fascinating guests, like Leonardo Caffo, philosopher and writer, who will accompany the stories of these guys, and explains how philosophy can feed both body and soul, how philosophy is an ethereal fabric that warms us deeply: “That in advance in
its time, from its time will be reached.” “This is a sentence, Leonardo says, of the Austrian philosopher Ludwig Wittgenstein, that explains very well why philosophy is clothing. It’s clothing because it protects you from the external world, in the end that’s what a dress is made for, but it’s also clothing that doesn’t follow the trends, anticipates new tendencies and opens new prospectives for the future”.

Miriam

The work will be brought to life with a photoshoot, in which we present the portraits of the three characters, and a video, with the words of the philosopher Leonardo Caffo and Francesco Patanè, a painter from Rome, already known in Paris, and adorned with the creations of Stefano Montarone, an internationally known fashion designer. Stefano lets himself go with the vibes of the senses, and works and creates using everything which turns on his emotions. Every piece of his has a story behind it.

Francesco said, “When Ray asked me to dress one of the three characters with a piece of mine I immediately said yes. Because for me painting and my art are exactly this: dressing, with my true self, the soul of another human being. The work I create is the clothing I donate. Painting while the shoot was being filmed, live, with the model in front of me, it was a way to tell everyone what the art of painting is for me: It’s my life, it’s the most precious clothing I have.”

Tana

Alessandro Amico, who took care of photography for magazines, explains the atmospheres of the shoots: “Culture is an item of clothing that we can wear in different ways. I tried to explain this concept with my photography, telling different stories but trying to make them speak both to each other and individually. Beams of light, warm colours and simple poses are the common grounds for this shoot. Doing this, I tried to communicate the normality of the uniqueness of the relation of everyone with the culture, that in this case has the form of philosophy, fashion and culture”.

Letizia Sbergamo, with Elisabetta di Carlo, assistant operator, took care of the video: “In this video I tried to talk about this subject, “dressing ourselves”, giving to it a meaning that is actually different from what I was used to think. In fact, with the words of Raimondo, Francesco and Leonardo, I understood how it’s possible to dress with art or poetry, and how the aesthetic expression of a person can help to make ourselves stronger. That’s why in the video I chose warm and familiar colours, to give to the scenes a feeling of intimacy. The diegetic time gets shorter and longer, mixing moments of consideration and moments of action, and going hand-in-hand with the words that will carress the images”.

Vestimi

Il pittore Francesco Patanè e il filosofo Leonardo Caffo incontrano Raimondo Rossi, fashion editor perugino, per regalarci un nuovo lavoro che accarezza moda, filosofia e pittura.

Di cosa vestiamo i nostri figli? E di cosa vestiamo noi stessi?

Presentiamo in anteprima “Vestimi”, un lavoro dell’art director Raimondo Rossi, in arte Ray Morrison, che vuole ricordare quanto sia importante il rispetto delle diverse personalità di ognuno di noi, soprattutto in età adolescenziale, da parte della società, delle famiglie e dei media.

Gli stereotipi proposti dai media o dalle società – ci dice Ray – sono dannosissimi se colpiscono gli adolescenti, che vanno ad emulare ciò che non sono.

Nella moda o in altri settori, dobbiamo tutti stare molto attenti ai messaggi che mandiamo. Lo strapotere dei designer importanti e i modelli proposti da molteplici fonti non fanno che confondere le menti dei ragazzi: per esempio, un anno si spinge sul non gender, l’anno dopo su qualcos’altro.

Con questo lavoro vorrei ricordare a tutti di tenere “il loro potere a posto”. Ricordare loro di favorire, non solo rispettare, chi si veste di letteratura, chi si veste d’arte, chi si veste di filosofia.

È ora che si capisca che si può essere fighi se si leggono libri quanto se si indossano bei vestiti o si abbia un corpo scolpito.

Ma questo NON si fa organizzando eventi dove si fanno performance d’arte o si legge una poesia mentre si sfila: tutte assurdità. Il lavoro è a un altro livello, e deve essere più vero e profondo. Vero a partire da chi lo partorisce”.

Qualche anticipazione?

“È una storia semplice – continua Ray – come dovrebbero essere tutte le cose. Con immagini semplici, vere, pulite. Tre ragazzi, tre anime, tre passioni: tutti importanti, tutti unici.

La stessa moda, una forma di cultura, torna al suo antico intento, quello di adornarsi di un vestito a casa propria, seguendo una vera attitudine e desiderio, non interessato ad ottenere consensi o pubblica stima”.

Vestimi” accoglie alcuni special guests di grande fascino, quali Leonardo Caffo, filosofo e scrittore, che accompagnerà le storie di questi ragazzi, e ci spiega come la filosofia sia cibo per il corpo e l’anima, come sia un tessuto etereo che va a riscaldarci in profondità:

“Che in anticipo sul proprio tempo, dal proprio tempo verrà raggiunto”. “È una frase – ci dice Leonardo – del filosofo austriaco Ludwig Wittgenstein, che spiega benissimo perché la filosofia è un abito. È un abito perché ti protegge dal mondo esterno, che in fondo è quello a cui un abito serve, ma è anche un abito che non segue le mode, anticipa nuove tendenze e apre nuove prospettive per il futuro “.

Il lavoro si concretizzerà in un servizio fotografico, di cui ora proponiamo i ritratti dei tre protagonisti, e in un video clip, accompagnato dalle parole del filosofo Leonardo e di Francesco Patanè, pittore romano già quotato anche a Parigi, e adornato dagli abiti di Stefano Montarone fashion designer conosciuto a livello internazionale.

Stefano, ci ricorda Ray, “si lascia trasportare dalle vibrazioni sensoriali ed elabora qualsiasi cosa gli accenda emozioni. Ogni sua opera ha una storia dietro”.

“Quando Ray mi ha chiesto di vestire una dei tre protagonisti con un mio dipinto –prosegue Francesco– ho subito accettato. Perché, per me, la pittura e la “mia” arte significano vestire, con il mio vero essere, l’anima di un altro essere umano.

La tela che creo è l’abito che dono. Dipingere durante le riprese, in diretta, con la modella di fronte a me, è stato raccontare quello che per me è la pittura: è la mia vita, è il vestito più prezioso che ho”.

Alessandro Amico, che ha curato la fotografia per i magazines, ci illustra le atmosfere degli scatti: “La cultura ci veste e decidiamo di farci vestire da questa in maniera unica e singolare. Allo stesso modo ho voluto con la fotografia far vivere tre diverse storie facendole relazionare tra loro in maniera semplice e diretta.

Fasci di luce, toni caldi e pose semplici sono diventati i comuni denominatori del progetto fotografico. Tutto ciò per poter trasmettere la naturalezza e la normalità di un individualità e una unicità vissuta nei confronti della cultura”.

Letizia Sbergamo, con l’assistant operator Elisabetta di Carlo, si è presa cura della parte video: “In questo video ho cercato di affrontare la tematica del vestirsi, donandogli un significato totalmente diverso da quello che credevo in principio.

Infatti, attraverso le parole di Raimondo, Francesco e Leonardo ho compreso come sia possibile vestirsi di poesia e di arte, e di come l’espressione estetica della propria identità riesca a rafforzare la persona.

Per questo video ho scelto di rappresentare questi concetti, impersonificandoli nei tre giovani ragazzi, adottando tinte calde e famigliari, per cercare di ricostruire un senso di maggiore d’intimità.

Il tempo diegetico si dilata e restringe in una convulsa fusione tra momenti di riflessione e azioni fondendosi con le parole e i racconti di tre diversi autori”.